Piattaforma proprietaria

RDM - la piattaforma IoT di Adeo

RDM (Remote Device Management) è la piattaforma con cui Adeo raccoglie, elabora e presenta i dati dal campo dal 2012: veicoli, macchinari, impianti energetici e sensori, in progetti industriali e di ricerca.

Sintesi

Dal 2012 il motore dei progetti di monitoraggio di Adeo.

RDM raccoglie i dati dai dispositivi sul campo, li elabora con regole e calcoli configurabili e li presenta in dashboard, allarmi, report e storico. Non è un prodotto scritto una volta: è la base su cui Adeo costruisce ogni progetto di monitoraggio, e cresce insieme a loro.

  • Acquisizione da veicoli, macchinari, impianti energetici, sensori e robot.
  • Regole, allarmi e indicatori calcolati sui segnali grezzi.
  • Storico consultabile e base dati per modelli predittivi.

Problema

I guasti che maturano lentamente si vedono troppo tardi.

I sistemi di bordo e di impianto segnalano un'anomalia solo quando un valore supera una soglia. Un guasto che matura lentamente resta sotto soglia fino a quando emerge in officina o con l'impianto fermo, e costa di più. In più ogni progetto parla protocolli diversi e rischia di ripartire da zero.

  • Allarmi a soglia che non vedono le derive lente.
  • Dispositivi e protocolli eterogenei da progetto a progetto.
  • Dati sparsi, senza uno storico su cui ragionare.

Approccio

Un unico motore, configurato per ogni progetto.

RDM separa l'acquisizione dalla logica. I segnali arrivano dai dispositivi attraverso collettori dedicati a ciascun protocollo; la logica sta in device virtuali, cioè segnali calcolati con espressioni su quelli reali, che definiscono allarmi, condizioni e indicatori. Un progetto nuovo si configura, non si riscrive.

  • Collettori separati per ciascun protocollo di campo.
  • Device virtuali: regole e calcoli definiti come configurazione.
  • Un modello dati unico per siti, risorse e dispositivi.

Sistema

Dal sensore alla decisione, nella stessa piattaforma.

La piattaforma organizza i dati in una gerarchia di siti, risorse e dispositivi, con template che preparano in automatico i dispositivi di un nuovo impianto. Gli allarmi registrano ogni cambio di stato, lo storico conserva le misure con aggregazioni per l'analisi, e le dashboard mostrano dati in tempo reale, mappe e percorsi.

  • Template di risorsa e provisioning automatico dei dispositivi.
  • Allarmi con storico delle transizioni e ritardi configurabili.
  • Dashboard in tempo reale, mappe GPS, viaggi e confronto fra segnali.
  • Indicatori, programmazioni e moduli di gestione energetica.

Risultati

Dalla flotta TPER alla ricerca applicata.

Nel 2012 RDM è stato sperimentato su alcuni autobus di TPER, l'azienda di trasporto pubblico di Bologna: malgrado il numero ridotto di veicoli, ha fatto emergere una serie di anomalie di funzionamento che senza quell'analisi sarebbero comparse più tardi, con costi molto maggiori. Da allora la piattaforma è la base dati dei progetti Adeo di manutenzione predittiva, energia e monitoraggio strutturale.

  • Trasporto pubblico: monitoraggio della flotta TPER a Bologna.
  • Manutenzione predittiva su veicoli: progetto finanziato SAMANTA.
  • Apparati di produzione: progetto finanziato SIGMAPro.
  • Energia e infrastrutture: MOSES, TrackTango, EV4ER.

Tecnologia

Più generazioni, lo stesso principio.

La prima generazione di RDM salvava i dati su SQL Server e riceveva i dati dei veicoli tramite driver dedicati. Dal 2020 la piattaforma è stata riscritta su .NET e MongoDB, con collettori separati per protocollo; la versione in produzione oggi gira su .NET 9 con interfaccia web Blazor e aggiornamenti in tempo reale. La generazione in sviluppo nel 2026 passa a un database per serie temporali e a un deployment isolato per ogni cliente.

  • Protocolli: MQTT, AMQP, SNMP, UDP, HTTPS, FTP, OBD-II, ROS.
  • Login federato OIDC.
  • Serie storiche compresse con aggregazioni a 1 minuto, 5 minuti e 1 ora.
  • Ambiente condiviso o installazione dedicata per cliente.

Riuso

Ogni progetto lascia la piattaforma più capace.

L'idea dei device virtuali è presente dal 2012 ed è arrivata intatta fino all'ultima generazione: è la prova che separare acquisizione e logica regge nel tempo. Ogni progetto aggiunge un collettore, un tipo di risorsa o un modulo, e il progetto successivo parte da lì.

  • Separare l'acquisizione dalla logica di elaborazione.
  • Tenere lo storico: è la base per i modelli predittivi.
  • Configurare invece di riscrivere.

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